La trasformazione. La
mutazione e il divenire - e quindi la libertà -attraverso
la volontà.
Vedere quello che già c’è nella materia
prima ed estrarlo, o meglio farlo essere se stesso.
Era così per Malatesta che voleva rivelare con l’impegno
<<l’umanità nova>> dal popolo sottomesso,
è così per Pietro Elis Fraccaro, fabbroferraio
anarchico veneziano. che forgia e da anima alla materia.
Ci racconta di Fraccaro Luciano Speranzoni (professore,
storico, critico d’arte); <<..riaffiorano nella
sua particolare maniera temi e figurazioni tributarie e
inseparabili
in qualche modo da antiche origini…
Vi scorgiamo temi religiosi, ad esempio, dove pare suggerire
e realizzare la propria intrinseca sacralità attraverso
episodi significativi del cristianesimo..
E queste forme variano, non si sentono vincolate o prigioniere
da schemi ma scelgono
volta a volta percorsi e itinerari diversi….
Ma il ferro, per la sua origine sotterranea richiama anche
nel suo opposto, l’infernale e il demoniaco, le forze
irrazionali e incontrollabili della natura, ostili all’uomo.
Forse per questo appaiono tra gli altri suoi temi prediletti,
mascheroni e diavolacci, bacchi danzanti e dionisiaci, ritorti
in ritmi frenetici e in pulsioni istintuali, guizzanti
luminescenze e bagliori della ferma e sapiente mano dell’uomo
che amorevolmente la fa docile, ne scopre le sue potenzialità…>>
(m.t.)
( Luigi Veronelli)